Mia culla
Non ancora, non ora si è eclissato questo amore,
continua a giacere negli angoli angusti
di una culla coperta.
Taccia il giorno, tacciano le stagioni,
esplodano le stelle, e si sciolga
la luna nella sua stessa ombra,
che questo possa bastare a farci
camminare lungo lo stesso sentiero.
E se non bastasse?
Che il cuore mi divori l'anima,
che la stridente lama mi perfori
il petto palpitante, e il fuoco
del sole uccida l'inverno.
Io sola potrò rivolgermi a te con l'affetto
della madre e dell'amante il delirio,
tu solo mi cingerai con le braccia e
sussurrerai all'orecchio teso il canto dell'usignolo,
tu solo mi chiamerai tuo angelo,
mi consumerai tra rocce e deserti,
tu solo, mio tormento, mio destino, mia culla.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!