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Sociale 28 gennaio 2011 · lettura 1 min · 1520 letture

Osterie

Silvia Pozzi 76 poesie pubblicate
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Volti rapaci dagli occhi perduti intonano nenie al sapore di vere esperienze. Parlano parafrasando insieme, disgiunti comunque pur sempre in tono corale. Ubriachi di vino fin l'orlo del gozzo slanci di gloria e singulti d'amore tra rissa e risa frammenti di vita.
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oggi si chiamano enoteche ed hanno una concezione diversa ma allora era un posto di ritrovo dove affogare i problemi...

L'autore
Silvia Pozzi

non sono crudele, sono solo veritiero-l'occhio di un piccolo dio...era Sylvia Plath Specchio. Le mie poesie sono un'affacciata alla finestra con tutti i sensi, nuda e avida d'amore...cerco costantemente cerco di cogliere il senso in un attimo "divino" di parole che come musica possano toccare l'anima di chi le legge. E

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Commenti (1)

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Enio Orsuni28 gennaio 2011

allora si chiamavano fraschette dove si faceva la passatella come illustrato dalla bella stampa del pinelli. ottima e apprezzata poe