Riflessione
Gianpiero De Tomi
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Nelle increspature
della notte insonne
sorgo come un fiore
fra le rocce affilate
divarico il grembo
che mi ha concepito
e maledico afflitto
quella mano inerte
e l'avulso vello dorato
che copre i pensieri
asciutti rami stemprati
che parole in gole riarse
non posso invocare
senza peccare d'accidia
rovesciando quel cibo
sul desco della vita.
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Gianpiero De Tomi
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