Il giorno senza fine
Cristina Devincenzi
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Pensieri densi, come nebbia mattutina,
affollano la mente.
Mentre giaccio ancora inerme
con il volto sul cuscino,
immagini e parole
si fanno strada
prendendo forma,
come miraggi
nel deserto senza confini.
Ombre appena accennate
si stagliano
su i miei occhi ancora
appannati.
Lentamente
riprendo vita
come un gatto
arruffato,
che nell'angolo
se ne sta sornione.
Ripenso al giorno andato
e pezzi di vetro,
riflettono
ogni mio passo;
frasi e parole
senza forma ne colore,
riempiono la tela del mio
presente.
Sono qui seduta
sul bordo
di questo giorno appena nato
eppure già sgualcito.
Tutto torna
uguale a prima,
nulla cambia tra l'oggi
e il domani.
Senza odore ne sapore,
le ore scorrono come
un fiume in piena,
senza trattenere nulla
se non la paura di cadere.
Mi alzo cauta
e riprendo il cammino,
sul filo del percorso
che da sempre
mi guida e mi conduce
verso il traguardo
di una nuova sera.
Mi nutro di pane
a fantasia
per dipingere
la realtà
che troppo triste
mi avvolge e
a stento mi consola.
Cammino a passi sicuri,
il conforto è la mia guida,
sorrisi e lacrime
hanno temprato il mio
essere,
sono ancora in tempo
per cambiare
sono ancora in tempo
per sperare.
Ho tagliato il traguardo
e una nuova notte
calerà
per nacondere
la realtà
priva di forza
e sostanza.
Sono qui
ricolma di niente
eppure
ricca di contemplante
poesia.
La luce cala
il buio è ovunque
ora tutto tace,
torniamo supini
come nel grembo della madre,
distesi e abbandonati
ricadiamo nel bardo
per poi rinascere
uguali,
ma seppur DIVERSI.
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Cristina Devincenzi
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