Adige
Sereno inclini a destra,
ameno e docile a sinistra
lambendo briglie,
radici d'elci,
tenere canne,
umili conchiglie,
le mura dei portali ora
e pareti dei canali ancora.
Nulla dici,
la nebbia ti confonde e taci,
il gelo ti fa vetro l'onde
ma vengono gli amanti
alle tue sponde.
Anche il mio fuoco
a cercar il fresco delle brezze
e delle labbra il bacio
adagiato sulla flora scorgesti.
Carpisti l'attimo fugace
di tenerezze calde
sul seno ignudo,
colloqui rari sulla bionda chioma
ebbrezze sconosciute.
Ora esultano l'onde
al guardo che si perde
rispecchiando il sole.
Il raggio della luna
è cuna alla città di luci che mai riposa.
Adige verde
ecco una rosa
a te che pace doni
e le speranze induci.
©
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Commenti (3)
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Cristina Khay27 agosto 2006
Bellissima fotografia emotiva dell'Adige, i versi accompagnano docilmente il lettore nell'onda tra presente e passato.
R
Renzo Morganti27 agosto 2006
un quadro reale ma allo stesso tempo suggestivo, ogni parola un tocco di pennello magistrale..
Arcangelo Galante27 settembre 2011
Meravigliosamente hai descritto l'Adige in questa tua poesia; ma è nella chiusa e, precisamente "Adige verde, ecco una rosa a te che pace doni e le speranze induci", che ho ritrovato un autentico amore per quel luogo. Bei versi accompagnati da un nostalgico romanticismo che ha già premiato il tuo componimento.

