Il fantoccio

Distruzione in versi,
e poi ricominciare.
Palesare pinne,
Intanto all'annegare.
Negare il verbo
Di mille profezie
Raccogliendo i plausi
Dei maghi di utopie.
Ma quanto sono sola,
con questo cuore al piede,
che oggi più che allora
nel passo mi precede?
E allora m'accartoccio,
essendo vana carta,
che fantoccio!
essendo vano inchiostro,
dio, che mostro!
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Commenti (1)
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Loretta Stefoni30 gennaio 2011
Sentita e condivisa. A volte respirare fa molto male ... ma chissà, forse se il petto non si cullasse più dell'alito di vita, sarebbe ancora peggio ... chi ci può assicurare che con la morte sia tutto finito davvero. Nel dubbio preferisco continuare una vita alla quale, bene o male, mi sono abituata. Un abbraccio ...
