La malattia
Abbiamo percorso gli anni
occhi negli occhi
in un canto d'amore
mentre il cancro minacciava la carne
Non ci apparteneva la morte
in quel volo
noi eravamo nell'oltre
Ci guardammo un'ultima volta
senza un addio da ricordare
in uno dei tanti abbracci
sull'onda del mare
La malattia rosicchiava i pensieri
era violenta, annichilente, furba
mangiava da dentro uccidendo la vita
Madre piangevo la colpa
di un figlio perso
mentre invocavo il Tuo nome
nel prepotente dubbio
che Tu esistessi davvero
In un treno in corsa gettai la mia vita
mediando per respirare
e nell'inverso di me
fu la mia carne
a corrodere il mare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Elide Fumagalli30 gennaio 2011
Cio che le pupille non vedono, vede chi è trafitto dal dolore. Chiusa straziante di chi sa che il dolore dirompente distrugge il cosmo che vi si appoggia in esso. Poesia stupenda
Giorgio Dello30 gennaio 2011
la poesia è veramente stupenda, i versi sono una pugnalata al cuore, una lirica struggente fà assaggiare una parte di quel... dolore! Veramente brava!"!


