Il Banchetto di Primavera
Alessandro Labriola
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La giovane danza scalza oltre i cancelli della villa
negli orti ignoranti,
- col clavicembalo di viole
và risvegliando i raccolti e le primizie d'ogni dove;
Ridestate le gocce e le gemme dai suoi piedi che nelle
piogge aprono arazzi nel prato!
Dona passeggiando agli steli corone celesti,
accorrono i fattori ai fienili smeraldo
- il sontuoso banchetto
colò sangue dolce dalle gole dei maiali;
per riti e crostate si sciolsero voti:
si celebrò l'abbondanza segreta.
Gli araldi edificaron nelle valli
i furori rampanti della giovinezza,
dell'estate...
già s'adagiava con fervore una promessa.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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Angela Fragiacomo29 maggio 2011
magnifico arazzo bucolico... da questa lirica che conduce per campi smeraldo... e chiude con maestria... promettendo il tempo dell'estate... apprezzatissima!

