Domani sarà la fine del mondo
Michele Tropiano
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Non ci sarà un'altra estate
a scaldare i nostri cuori
a sfiorare i confini di ferie
mai ottenute per un lavoro
mai piaciuto e le nostre parole
d'addio saranno vuote
come un mondo convesso:
confesso i miei peccati ma
lascerò questa vile esistenza
con un pacato silenzio
fra il fragore frenetico
di frotte che si affretteranno
a sbrigar le loro faccende
prima che l'indomani
non ci conceda più l'alba.
Non ci sarà un'altro inverno
a congelare le nostre promesse
inutili come un apostrofo
di troppo anzi dannose
che alimentano vane speranze
mai avverate e le nostre parole
d'addio saranno vuote
piene di timori e incertezze:
rimarrò in silenzio ma
rimarrò a osservare l'ultima ora
con un sorriso da Gioconda
come un ultimo mistero
d'una vita incomprensibile.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (3)
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Luciano Tarabella31 gennaio 2011
Versi che scorrono e dicono molto. Privi di artifici lessicali, parole della domenica e voli pindarici destinati a cader come sassi. Premesso che ti "bastonerei" perché un giovane non DEVE essere triste MAI, questa prova mi è piaciuta molto.
Rosy Marchettini31 gennaio 2011
Stupenda poesia anche se i suoi versi sono molto amari e pieni di tristezza Piaciuta tantissimo
Mimmo Mariano31 gennaio 2011
Ignoro se ci sia un motivo personale che ti abbia spinto a questa profonda riflessione o se tu abbia preso seriamente in considerazione il calendario Maya ma sono d'accordo con Luciano ed anzi al momento opportuno gli porgerò il bastone! Naturalmente scherzo, e apprezzo questa tua lirica anche se intrisa di pessimismo. Guarda oltre e pensa alla rinascita della fenice.



