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Dialettali 1 febbraio 2011 · lettura 2 min · 4810 letture

Li boia

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filiberto 205 poesie pubblicate
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Quanno che ar monno c'erano li boia le ggente che moriva de vecchiaia era poca. Tiravano le cuoia co la capoccia sotto a la mannaia. Po' doppo cominciorno li reclami, ci fu chi disse che nun era bene, nun era comportasse da cristiani, toccava da trovà dell'artre pene. Così li boia, doppo st'insistenze furono messi 'n cassa 'ntegrazione richiusero li ferri a le credenze e alla fine agnedero 'n pensione. Però, de tutte le condanne a morte cessorno solo quelle de lo Stato discusse 'n tribunale da na Corte su richiesta de quarche magistrato. Ne passarono poche de mesetti che pe le vie, ner buio de la notte cominciorno a girà tipi sospetti che l'artri massacravano de botte. La malavita po' s'è rinforzata, se so mortipricate le canaje. Puro la mafia fece n'avanzata. Qualcuno ha guadagnato le medaje. Mò ammazzeno così senza motivo giusto pe core quanno se so fatti abbruceno er barbone a diversivo te spegneno er tassista per li gatti. E puntuarmente sempre all'occasione li capocci se lagneno der dramma", mànneno a la famija due corone, le condojanze con un telegramma. Spontaneamente sorge na domanna che nun h'ancora avuto la risposta, la ggente la rivorge a chi commanna con insistenza, co la faccia tosta. Dice: "signori, voressimo sapere quanno e come volete fa quarcosa pe risorve 'r probblema. E' un dovere, passate troppo tempo co la sposa. Er dubbio è legittimo, miei cari, ve dico senza tanti comprimenti, si voi nun sete, fate li compari e nun pijate li provvedimenti. Perché er sistema c'è, bello, palese, pijate er boia e dateje lavoro. In questo modo eliminate spese ridanno a sto paese quer decoro. Nun è che dico proprio d'ammazzalli sti quattro beccamorti senza core, domoje quattro botte su li calli giust'a faje provà ched'è 'r dolore. Che serve da usalla mò l'accetta No pe recide quarche capoccione Pe n'artra cosa, certo, damme retta: E' pe staccà er popò da le portrone.
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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (4)

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paolo corinto tiberio1 febbraio 2011

a parte il boia, ho letto un vero testo vernacolare, con la dizione precisa del romanesco...

Silvia De Angelis3 febbraio 2011

Strepitosi versi in vernacolo, dal significato profondo, che si leggono davvero piacevolmente nella loro giusta dimensione...

C

mastro titta funzionava bene quanno c'era er papa re, comunque sono contro la pena di morte, ma questa poesia è spettacolare

Emanuele Martina19 marzo 2011

particolarmente bella, intensa nella scrittura, complimenti molto piaciuta