Le vibrazioni dell'anima
Corro giù al Castello,
per andare a casa,
ho la sensazione
che non va qualcosa.
Ci avrei scommesso:
la strada era chiusa,
devono parcheggiare
per forza sulla chiesa!
Corro verso la porta
che trovo spalancata:
com'è, come non è,
l'anima è vibrata.
Me lo immaginavo,
l'avevo "sentito",
ho rivoltato casa
ma il gatto era sparito!
Ho cercato dentro,
ho guardato intorno,
dietro alla cascina,
perfino dentro al forno!...
Ormai, col cuore a pezzi,
ho pensato smetto,
poi s'è acceso un lume:
e se sta sul tetto?!...
Salgo sulla scala,
raggiungo il colmo,
faccio lentamente,
palmo dopo palmo,
quando arrivo in punta,
sopra l'abbaino,
sento che mi chiama
da sotto il vicino.
Compare!...Chi mi cerca?
Che cercavi il gatto?
Guarda, l'ho trovato,
scendi che ti aspetto.
Eccomi Fufullo!...
reggilo compare,
adesso c'è il papà,
non ti preoccupare!
L'anima che vibra,
un piede messo male...
com'è, come non è,
io sto all'ospedale.
Non ci ha messo niente
mia moglie a dirmi: "Matto,
con l'età che hai
corri dietro a un gatto?!...
Adesso con quel piede
l'uva chi la coglie?
Te lo dico io:
tua figlia e tua moglie!"
S'è alzata dalla sedia
e col sedere dritto,
è uscita dalla stanza
e non sai che ha detto!?...
Vagabondo, ozioso,
birbo, mal devoto,
cucchiaino, tontolo,
umido, targato!...
Lasciato come un sasso,
senza manco un ciao...
Poi un rumore sordo:
Fufullo ha detto... Miao!
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