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Riflessioni 2 febbraio 2011 · lettura 1 min · 2685 letture

L’attesa

Antonella Borghini Anto Bee 413 poesie pubblicate
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Quel raggio di sole mi offende finora nascosto sotto nuvole nere adesso si accende adesso che voglio solo la pioggia a coprire il mio pianto e tu tempo che aspetti a passare? Passi veloce nelle ore d’amore e lento ti attardi quando assenza è dolore per non dir della Luna che piena come sempre puttana sfavilla come fosse una stella in lamè ancheggiando a una notte bellissima dove lui starà ancora una volta senza di me
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Categoria: giornata no

L'autore
Antonella Borghini Anto Bee
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Commenti (6)

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Mario Bugli2 febbraio 2011

Ironia della sorte, ma è proprio nelle giornate no, che il filo sottile delle parole ci conduce fuori dal labirinto, dove ci attende la poesia... e questa lo è e mi piace particolarmente. In certe giornate no, anche il raggio di sole ci offende e la luna quale stella in lamè, ancheggiando diviene puttana, quasi a prendersi gioco di noi e della nostra solitudine... mentre il tempo che nelle ore felici passa veloce, ora malignamente, lento si attarda... molto bella!

Vilma2 febbraio 2011

Come faccio a non conservare questa poesia Antonella. E' bellissima... la sento dentro di me. Quel raggio di sole ferisce quasi come un coltello affilato, quando il tempo non sembra passare e ogni secondo scandisce il dolore che senti nel cuore. Letta e riletta. Stupenda

Gesuino Curreli2 febbraio 2011

Il fragore del tempo che suona le trombe quando l'inno all'amore irrompe nella vita dormiente con un assolo che cattura attenzione, e si insinua e protende ogni nota in "maggiore" a coprire gli spazi solitari e distratti che disdegnano ogni cambio d'umore. Rapisce i respiri reietti degli angoli tristi, dei pertugi più stretti che fanno resistenza al bagliore di un astro nuovo che nasce. Il silenzio e l'attesa che qualcosa succeda, come quando la sfera del sole si attarda ad uscire dalle nuvole bigie, perché si conceda, con chiarezza fiammante, alle dimore di creature innocenti, perché sia calore dove fu avara la vita, e risvegli ogni palpito, ogni voce sopita al tepore di qualcosa di nuovo. Questa notte sarà lieve la luna, non solo puttana

Stefania Stravato2 febbraio 2011

Molto apprezzata questa lettura, in cui l'Autrice esprime con un verseggiare estremamente duttile ed immediato, lo scoramento e il senso di rabbioso fastidio che ci coglie quando ogni cosa intorno a noi ci appare che continui indifferente e forse anche beffarda, il suo cammino, incurante del nostro malessere... complimenti Poetessa, i tuoi versi sono profondamente sentiti e condivisi...

Loretta Stefoni2 febbraio 2011

Splendida! ... Chissà quante donne ci si ritroveranno ... noi stupide romantiche, versiamo lacrime per chi forse neanche se lo merita. Gli uomini sono molto bravi a voltare pagina.

s
senzamaninbicicletta8 febbraio 2011

Bellissima questa poesia, in tutto e in ogni verso. Molto passionale e triste, ma bella davvero.