Tormento
Antonio Bruno
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Tornano dall'orizzonte
Quelle parole finte
s'arrampicano sospinte
Dal vento di scirocco
Crude cambiali stinte
Vanno all'incasso e il tocco
Di una campana rotta
S'aggancia al tuo sorriso
Donna, mio paradiso
Guanciale di speranza
Sono nella tua stanza
Seduto sul giaciglio
Preda dello scompiglio
Che l'altra sera colse
Un fatto senza storia
Quasi la tua memoria
Che s'allontana a scacchi
stesa sui tuoi tacchi
La tua sorpresa triste
il sogno, lei che visse
Sotto mentite spoglie
Non ebbe mai le doglie
Il ventre vuoto pianto
Lungo per il rimpianto
Di una storia sospesa
L'una e l'altra lieta
Di non finire mai
Come furono guai
Quelli che riservasti
E nel pugno levasti
Le tue cosce tornite
Esposte, ma subite
Dallo sguardo bramoso
Io non fui mai sposo
Ma solo estimatore
Io che non ho più Sole
Ma notti di lumini
Stupidi moscerini
Che fanno girotondo
Stregano me giocondo
Stanco di rastrellare
Steccati fatti a pezzi
Da effluvi e Generale
Che spiega le sue truppe
Sulle montagne russe
In cerca dell'emozione
Che sussurri oblii
Scuri vermigli rii
Di folte quadrate alate
Simili a quelle fate
Che incantano le spose
Anche se sono vuote
Intente a vendemmiare
Palle di Natale
Sotto a quel telo rosso
Che spinge a più non posso
Piange mille risate
Scatena forze armate
E carri a carnevale
Sfolla quel funerale
E tinge con l'argento
Il piccolo muto
...tuo tormento
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L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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