Chi non appende al chiodo la sua cetra
Omero Sala
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Chi non appende al chiodo la sua cetra
racconti con parole scarne
di pietra carsica corrosa
questo pazzo carnevale eterno
che camuffa il grigio,
dica di questa quotidiana falsità
che incipria la dissoluzione,
sveli questa finzione che nasconde il vuoto.
Non è tempo questo di cantar le rose
o le fanciulle in fiore,
la brezza del tramonto
o l'ebbrezza degli abbracci,
il grano che germoglia e cresce
o la falce di luna calante.
Chi non appende al chiodo la sua cetra
lanci l'allarme e superi il frastuono,
chi nonostante tutto
ha voglia di parlare ancora,
incalzi chi non vuol sentire,
avverta chi balla sull'abisso,
racconti e sveli con lucido distacco
questa obnubilata condizione,
dica parole chiare
anche se nessuno ascolta.
Tocca ai poeti,
ai poeti che nessuno ascolta,
tocca ai poeti
parlare forte e chiaro,
e urlare, quando serve.
Tocca ai poeti
vedere e dire
ora che dio si è fatto muto e cieco.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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paolo corinto tiberio4 febbraio 2011
testo intenso, che richiede e trasmette alla poesia il compito sociale, la tormentata questione dell'impegno civile nella poesia... condivisibile
