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Introspezione 6 febbraio 2011 · lettura 1 min · 4048 letture

Di me... e l’angelo

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Vorrei essere uno iemale refolo di vento che vagolando fra disadorni sopiti rami sussurra ilare a vizze rade foglie mute Vorrei essere lo scirocco che in una diaccia giornata vibra raggelate anime contrite in dolenti involucri donando loro il tepore di un assegnamento Vorrei essere la veemente procella che precipitando al suolo svellisce il malfido sentire lasciando solidi appigli ancorati ad un sorriso argentino Vorrei essere l’acquerugiola primaverile che raccolta da impetranti palmi e aspersa su disamorate volte avvolge di bisogno pago Vorrei essere taumaturgico linimento che acquieta e fortifica anime affrante esortando lo spirito bambino ad impossessarsi della complessione Vorrei essere cagione di una leggiadra danza d’aliti su lussureggianti prati verdi da gioirne alla vista per poi beato estinguermi in un sorriso
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Oltre all’insegnamento biblico esiste un’altra versione descrittiva degli angeli caduti. Non solo lucifero e i suoi preferiti subirono l’ira divina, vi furono altri angeli che pur non ribellandosi apertamente a Dio neppure ostacolarono belzebù nell’intento. Tale leggenda narra che questi ultimi fii di una colpa minore evitarono gli inferi, ma scacciati dal paradiso furono condannati all’essere umani nelle sembianze e nei bisogni. Tale castigo durerà il tempo necessario alla loro redenzione che avverrà nell’alleviare e contrastare il male asperso da lucifero. Immagine di D. Ventrone

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (6)

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Michele Tropiano6 febbraio 2011

mmm... mi sembra un inutile sfoggio di "paroloni", privo di un vero significato, anzi, con un significato "forzato" dall'uso di espressioni antiquate che si esauriscono in sè stesse. poi, al terzo verso, trovo "vizze" che è una parola che sinceramente non ho mai sentito da nessuna parte. cercando su internet ho trovato la "val di vizze" ma non credo c'entri molto... idem per l'aggettivo "diacco" al quarto verso... se per cortesia m'illumini sul significato di queste parole... grazie

mario calzolaro6 febbraio 2011

"vizzo" e "diaccio" son parole che qualunque vocabolario di linguamadre riporta regolarmente... i significati paion noti! A parte ogni altra considerazione, salvo il parere di chi può ben dissentire, la lirica non mi pare priva di spontaneità e pregio.

Annamaria Barone9 febbraio 2011

Il nostro Angelo, qui sulla terra per noi, per accompagnarci, guidarci, proteggerci. Un Angelo che non sempre abbiamo occhi per riconoscere eppure a volte lo sentiamo così fortemente da riuscire a vederlo! E' l'amico di sempre, o la donna che incrociamo ogni mattina, o il bambino che ci fissa con quegli occhi innocenti... sono belle e dolci le tue parole, tu che vorresti essere... e mi domando: perché questa avversione per le parole che non sono immediate'? Che magari non conosciamo? Che sono arricchimento o solo conoscenza in più? Cos'hanno i "paroloni" che non va? la nostra lingua si deve limitare a due parole in croce senza ricerca, senza ampliare i confini, senza sperimentare? "coso dice a cosa: cosiamo?"forse così è più comprensibile

Un verseggiare sicuramente inusuale per i nostri giorni, a cui mi avvicino in punta di piedi. Attingo dalle parole dell'autore e cerco di comporre, attraverso esse l'immagine da lui desiderata e offerta. Uno fluire amabile di desideri profondi, in cui il donare diviene fonte d'appagamento. "Vorrei essere"... già vorrei essere perché non sempre quel che si vuole si può realizzare ma "Vorrei essere" perché in quel desiderio c'è il senso di condivisione e di apprezzamento nel donare e donarsi. Così ho voluto leggerla.

Aldo Bilato18 settembre 2011

dico solo una cosa, anche se con questo ritardo aimè il mio commento lo leggerà solo l'autore... (confido in una riproposta) dicevo e dico che... ad alcuni elementi che circolano qui sopra oltre che passare dal vaglio della redazione perché non "gli" si fa vfare anche un alco.-test prima di commentare?...grazie!

Fiammetta Campione15 gennaio 2012

Si può dire di questa lirica che è raffinata, ricercata, ma di certo non che contenga termini che non esistono sul dizionario. Io la trovo ben scritta, l'ho letta con interesse e mi è piaciuta.