Di me... e l’angelo

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
Commenti (6)
mmm... mi sembra un inutile sfoggio di "paroloni", privo di un vero significato, anzi, con un significato "forzato" dall'uso di espressioni antiquate che si esauriscono in sè stesse. poi, al terzo verso, trovo "vizze" che è una parola che sinceramente non ho mai sentito da nessuna parte. cercando su internet ho trovato la "val di vizze" ma non credo c'entri molto... idem per l'aggettivo "diacco" al quarto verso... se per cortesia m'illumini sul significato di queste parole... grazie
"vizzo" e "diaccio" son parole che qualunque vocabolario di linguamadre riporta regolarmente... i significati paion noti! A parte ogni altra considerazione, salvo il parere di chi può ben dissentire, la lirica non mi pare priva di spontaneità e pregio.
Il nostro Angelo, qui sulla terra per noi, per accompagnarci, guidarci, proteggerci. Un Angelo che non sempre abbiamo occhi per riconoscere eppure a volte lo sentiamo così fortemente da riuscire a vederlo! E' l'amico di sempre, o la donna che incrociamo ogni mattina, o il bambino che ci fissa con quegli occhi innocenti... sono belle e dolci le tue parole, tu che vorresti essere... e mi domando: perché questa avversione per le parole che non sono immediate'? Che magari non conosciamo? Che sono arricchimento o solo conoscenza in più? Cos'hanno i "paroloni" che non va? la nostra lingua si deve limitare a due parole in croce senza ricerca, senza ampliare i confini, senza sperimentare? "coso dice a cosa: cosiamo?"forse così è più comprensibile
Un verseggiare sicuramente inusuale per i nostri giorni, a cui mi avvicino in punta di piedi. Attingo dalle parole dell'autore e cerco di comporre, attraverso esse l'immagine da lui desiderata e offerta. Uno fluire amabile di desideri profondi, in cui il donare diviene fonte d'appagamento. "Vorrei essere"... già vorrei essere perché non sempre quel che si vuole si può realizzare ma "Vorrei essere" perché in quel desiderio c'è il senso di condivisione e di apprezzamento nel donare e donarsi. Così ho voluto leggerla.
dico solo una cosa, anche se con questo ritardo aimè il mio commento lo leggerà solo l'autore... (confido in una riproposta) dicevo e dico che... ad alcuni elementi che circolano qui sopra oltre che passare dal vaglio della redazione perché non "gli" si fa vfare anche un alco.-test prima di commentare?...grazie!
Si può dire di questa lirica che è raffinata, ricercata, ma di certo non che contenga termini che non esistono sul dizionario. Io la trovo ben scritta, l'ho letta con interesse e mi è piaciuta.





