Esasperante
Scusami se non piango,
scusami se non sbaglio,
scusami se non cado
miseramente.
Esasperante,
cedi al mio vortice
e in un turbine
ti ritrovi giù:
nel pozzo.
Solo sbarre
di luce giungono,
come miracoli celesti
posti a un un palmo
più in là della tua portata.
Esasperante
la tua lentezza,
indugi ed esiti ancora,
non so più di cosa hai paura
con tutti quei graffi,
cosa temi?
C'è ancora qualche altra
cosa da rompere?
Un'altra promessa
da infrangere?
Le tue ossa si spezzano
e raggiungi finalmente il fondo,
un'altra mia vittima.
Ti lascerò lì a decomporti,
come se fossi un altro trofeo
nella mia teca,
devo solo decidere
quale nome incidere
sulla tua targa.
©
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