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Morte 13 febbraio 2011 · lettura 1 min · 1023 letture

Io odio

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Giaculatorio 6 poesie pubblicate
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Rimangono stanze vuote rimbombano come cani annaffiati di spezie. Vuoti a rendere alle finestre spazi predeterminati. Odio il rancore della sera il rimorso del mattino. Odio il cielo color porpora e l'intenso battito delle ali. La sera scende come pioggia battente porta basculante interrotta. Violenza di una sera pane e cipolla. Ecco il tempo è straziato. Compassato si riposa con membra spente sul selciato. Ho perso son caduto non ho saputo. Odio i rintocchi dei campanili il ciliegio che fiorisce in primavera. L'immagine scolorita di un bambino e la vittoria alle quattro nazioni. Odio me stesso. Con tutto me stesso.
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Commenti (1)

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Stefania Stravato13 febbraio 2011

E' una poesia che vale la pena di essere conservata. Profondamente sentita e condivisa.