Estate
Ho attraversato il mare per ritrovarmi.
Su quell'isola talmente piccina
da non figurare nemmeno sugli atlanti;
ho passeggiato per ore
su bagniasciuga dorati
tra ciottoli bianchi e sabbia tiepida.
Ho conosciuto pastori e pascatori
che parevano usciti dalla notte dei tempi.
Un gabbiano solitario ha imparato
a fidarsi di me e con lui ho condiviso
frazioni di briciole e mare.
Ma come una moviola, ogni giorno
le immagini inquetanti...il suo volto,
la verità nascosta, l'amore calpestato,
il terrore del dolore.
Canti sconosciuti e danze remote hanno
rimosso le immagini,
placato le paure e regalato il
sorriso di una serenità sconosciuta.
Ho ripreso il mare per tornare.
Il gabbiano ha aperto le ali
per lasciarmi andare..
la notte mi ha svegliato..casa!
Ho alzato lo sguardo alle luci lontane,
la scia del mare ha gridato
muta...e in quegli abissi
ho lasciato il passato.
©
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Commenti (1)
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A
Angeloantico1 settembre 2006
... che bella visione hai reso di questo fantastico viaggioin questa tua poesia, ci s'incanta nel leggerla, bella anche la conclusione, un Barbara.