Travolti dalla favola
Ci pensi sempre, ogni giorno almeno
a quando le chiedesti: Vuoi di più?...
Lei ti rispose: Si, ma senza freno!
- E senza freno sia! - dicesti tu.
Bastò solo lo sguardo e in un baleno
precipitaste nella felicità:
lei disperduta disse: "E se te meno?"
E disperduto tu: Mah, se ti va.
Il primo morso ti sembrò insidioso
ma tacesti per darti dignità;
il secondo, troppo doloroso
e non fuggisti per aver pietà.
La terza azzannata fu traumatica
perché staccò la carne dalle ossa:
quella sua partecipazione enfatica
ti stava preparando per la fossa.
E' proprio in quella dimensione empatica,
che dal capo, sul corpo il taglio scivola
e dentro il solco della furia pratica
la carne scava e sanguinante sfrigola.
Travolti interamente dalla favola
conosceste i veri istanti belli
facendo pressappoco come Dracula,
persi tra sangue e strappi di capelli.
La ginocchiata ai denti fu emblematica,
ti rese l'idea piena del suo ardore,
dalla copiosa affluenza ematica
conoscesti da dentro un altro... amore.
Ci pensi sempre, ogni giorno almeno,
agli istanti del tempo che fu,
a quando chiese ancora: Senza freno?...
No, con il cric, rispondesti tu.
Adesso che lei andata nel Perù,
hai la certezza che l'amore stanca
e che da quando non la vedi più,
se hai un dolore pensi: ma mi manca!?
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Commenti (1)
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Enio Orsuni14 febbraio 2011
è tutta una risata messa in favolose rime anche questo è amore al sangue o poco cotto. stupenda, alla fragola ops, alla dracula hahaha
