Opera eccelsa
Vagisce l'alba ed io fremente
attendo la tua voce, quale usignolo
che aspetta il giorno per poter cantare.
Ogni parte di me ti chiama. Non v'è
altro pensiero che sfiori la mia mente
appena desta.
Ti pensano le mie mani vuote,
deluse per aver brancolato invano.
Ti pensano le mie vene che al tuo
odore pulsano impazzite; e le mie
gambe che vorrebbero intrecciarsi
con le tue, come edera al tronco
che l'accoglie.
Gli occhi miei ti pensano, dove tu vivi
al fondo della pupilla, quale sigillo
che mai s'appanna.
Ancor più è l'anima mia che ti chiama
e che ti cerca, quale errante del deserto
che, stanco di miraggi, l'oasi verdeggiante invoca.
Dal tempo, nemico silenzioso, non lasciamoci
fagocitare. Rammenta, amata mia, l'opera
mancante di condivisione non è mai eccelsa.
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Commenti (1)
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Lina Sirianni2 marzo 2011
Un dialogo d'amore intenso con il pensiero all'amata che manca e non si cancella dalla mente... Versi ben scritti
