Frattaglie d'essai

Sfrattato da un disimpegno antologico
rimembro il tuo dolore moschicida,
variopinto e sterile,
la faccia che prendevi
quando lo esibivi per me,
suicidandomi d'amore.
Rossetti all'arsenico
rimmel d'ostia
calze nere da impiccarsi
al palo dei nonsopiù
risate come frustate
silenzi come tiramisù...
mani da madre
mammelle da puttana innocentista
cosce d'annientare
forti sulle mie reni
dolci sui miei rancori...
ricordo tanto di te,
delle pareti invisibili
a difesa, oltranzosa, dei tuoi tentennamenti
del mio seme sul tuo ventre
dei giochi da circo della tua lingua
lunga fino al ventricolo sinistro.
Ora, che le cose avvengano in assenza di te
appare normale,
che poi esse gridino
è fattore secondario, sensibilmente fuorviante.
Ora sei sfocata appena
distesa su frattaglie d'occasioni perse...
©
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (1)
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s
silvya19 febbraio 2011
A volte... le occasioni perse... pensiamo sarebbero state occasioni... proprio e solamente perché le abbiam perdute...
