Il Cigno nero
Si perde tra le immaginifiche emozioni,
tra il bene e il male,
nella metamorfosi autodistruttiva.
Sua madre la odiava, le tarpava le ali,
le sue ali
sessuali,
sensuali.
Il resto del suo corpo
immobile,
frigido,
bianco d' etere.
Non sa lottare di ragione,
fa viaggi di
morbosa gelosia,
morbosa tensione verso la perfezione divina.
Le resta la sua parte nera da distruggere,
perla ombrosa, di voluttà erotica.
Ignora la madre dal volto ieratico,
la donna dalle punte ballerine represse,
meticolosa tessitrice di tele.
Le ha dato la soddisfazione, il cigno nero
è morto all'unisono con Lei.
Come ultimo atto d'amore
resta che adempiere al finale verosimile,
si libra nell'aria il cigno bianco,
libera i suoi affanni,
porta via con sé i suoi ultimi giorni di gloria.
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Commenti (1)
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Grazia Bianco8 febbraio 2012
una lirica insolita è vero ma attraverso le parole un cuore estremamente lacerato emerge...
