Stagioni diverse
Tutto deve cambiare,
tutto cambia,
con una leggerezza disarmante
cambia.
Così questa estate morta,
questo autunno morente
salutano me che parto.
Un periodo di vita vissuta
che diventa nulla pìù che un ricordo,
e di fronte il futuro già morto,
che rincorre le stagioni diverse.
Che cosa siamo
se tutto è già fra le nostre braccia?
Che cosa siamo
se non fermiamo il tempo?
Che cosa siamo
se la realtà è già adesso un ricordo che si crea?
Che cosa sono, che mi sento già morto?
Le mie palle di vetro,
le mie stagioni diverse,
dove l'ultima coincide con la prima,
la nascita coincide con la morte,
il niente coincide con sé stesso.
©
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