Ritornare
laura marchetti
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L'aria punge il viso e le mani
ma la casa è là che mi aspetta
ritornare...
il fuoco acceso,
il muro bianco lo scorgo da lontano
e dietro quel muro un sorriso
la strada che sale e nascosto
il cancello,
lo aprirò e scenderò come sempre,
a cercare quello che mi manca
essere figlia
un rimprovero, una carezza
la sicurezza,
equilibrista in bilico sul filo della vita
Si fa più veloce il passo
anche se sono in salita
si fa profondo l'affanno
e cerco dietro le tende il calore
di una luce accesa,
le lacrime che ho lasciato in quella camera
dove sognavo di volare via
dove ho pianto quando me ne sono andata
casa mia...
Era facile raggiungerti anche
se in bicicletta scendevo per risalire
quelle curve, dove si nascondevano
i sogni
dove l'inverno vestiva sempre di bianco
e le stagioni si coloravano di nuovo
E mi punge il cuore un ricordo
e la lama tagliente di un dolore
adesso che raccolgo frammenti di specchi
rotti
ritornare...
quante volte ho percorso quella strada
quanto vorrei
esisti, ma solo nei sogni miei
E mi punge il gelo di un inverno
mentre sfumano i ricordi e una presenza
primavere sul treno senza ritorno
mi accarezza
il vento freddo dell'assenza
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli1 marzo 2011
versi intrisi di dolcezza nonostante malinconia e tristezza si rincorrono... una poesia che entra nel cuore di chi legge e non esce più...

