Come tarassaco
Di quei sogni affidati al soffione
nessun seme ha baciato la terra
nel fluttuare di un vento sognante
d'infanzie lente e lontane e leggere
Era come quel giallo toccante
e misero fior di tarassaco
l'occhio brillante del bimbo
nel saltare gioioso pei campi
E quanti polmoni stancati
a soffiare sul candido ciuffo
l'allegria spensierata di un giorno
E chissà su cosa spese il fiato caldo
o su cosa adesso lo spende
il bimbo d'Africa ignaro
che umile ancora sorride
E chissà su cosa spende il fiato caldo
il piccolo venduto dalla madre
stuprato dal forestiero
picchiato dal padre ubriaco
e che umile ogni tanto sorride
Soffione staccato dal mondo
vagamente disperso nel vento
è l'infanzia di un bimbo violato
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Commenti (1)
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radicedi6422 febbraio 2011
viene di seguirlo in volo il seme del soffione nella lettura, e rilettura, di questi bei versi.
