Digli se c'ha un amico
Pietro Roversi
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L'avevo notato che beveva il caffè doppio
e soppesava le parole come se
le stesse ascoltando lì per lì .
Mi era simpatico come le mie scarpe,
in cui peraltro mi ero già messo
innumerevoli volte ("Niente è uguale'').
Allora, l'ho presentato a uno che mi segue,
anche lui molto simpatico, io per questo tipo
mi farei in quattro se potessi, ma qui
il discorso si farebbe complicato.
Poi si sono fidanzati, ero contentissimo
anche io, come se fossi lui, anzi mi sono detto,
si vede che lo ero, lo sono, entrambi.
E ho concluso che non si lascia mai
veramente niente, specie uno come me
che il futuro lo ignora e il presente
non lo distrae, cosa lo spiega, una copia.
Alla fin fine, quando gli han detto se aveva
spazio, ha rischiato, ha risposto: ``Sicuro, come no''.
Coi risultati pari che sappiamo. Magari, se proprio proprio,
escono in posti diversi e paralleli, si capisce.
E mormorano mezzi addormentati:
''Sono sull'orlo fatti in là''. Per la verità
stretti ci si sta anche, a patto che
la compagnia sia buona, animale o meno.
L'ubi consistam in effetti. Anzi due. Almeno
con la familiarità, uno custodisce
un altro impegno certo, un altro nerbo
dentro, un altro centro in pieno.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (2)
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carla vercelli25 febbraio 2011
Dire che l'ho capita non è vero, dire che m'è piaciuta per ambiguità, ironia, una certa profondità e per com'è scritta, sì...molto piaciuta!
Amara25 febbraio 2011
...incapace di entrare nell'intimo dei versi... ne traggo immagini e immagino... ascolto... e me li godo nella bellezza delle parole...


