Tra spine e corolle
Quante gocce rigano i vetri
appannati dal tempo
invisibili spiriti danzano
nell'arcobaleno
tenue ipotesi di un'aurora ancora sbiadita
Vaghe iperboli di speranze
nutrite di assenze
accecanti di luce
come lampi nella tempesta
si stordiscono nella musica
che riempie le nuvole.
E le note rincorrono ombre
adagiate sul cielo
nella rossa foschia di un silenzio
sfumato di nero...
Energia che si estende
che vibra
come onda sommersa
si scava la strada tra rocce
e fondali infiniti
e corregge i percorsi deviati
tra deserti e paludi.
Voci limpide si rincorrono
e disegnano sagome
dagli sguardi incantati
accorati
accecati
come gemme che brillano
fragili
indifese
ferite
tra la luna ed i rovi
dolci piume impigliate
colombe tra spine e corolle.
E la zingara presenta il suo conto
di passato atterrito
di presente stupito
di futuro sognato
dipanando gli arcani
che il vento scompiglia per gioco
Siamo tutti fantocci del caso
appesi a un sospiro
e la vita e la morte si vestono
dello stesso colore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
