Pietra
Io pietra erosa da un tempo ingiurioso
Navigo a vista con un timido sorriso.
Nel labirinto della mia malinconia sconfina sordida la noia.
Questa profonda ferita dell'animai mi concilia l'anarchia.
Disarticolata memoria di ogni mia follia piange nell'insondabile dubbio.
Vecchia speranza, àncora di tutti i dolori rende impavido il Sole nel trebbio.
Il mio inattaccabile estro, panacea sublimatoria, vive di tutto se stesso nella scia di una stella
Coloro di azzurro i quadri della mia incoscienza nel loro migrare da una terra brulla.
Io ultima rosa di Primavera contemplo nelle baie dell'incostanza
tutte le oniriche gesta di cui è intrisa la mia assenza.
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