La notte come al mattino
Svanisce quanto indistinta appare
quando ho il non so che ha fretta
l'ora del confida per ogni secondo che l'avvicina.
Alle stanze senza diritto di musica d'autore
che pecca memoria quando uno spartito legge
ognuno adatta il passo danza suo e della dama.
Il segno va oltre i sogni non ha rigo e avanza mimo.
E su quel binario nella barba di gramigna rada
zoppica anche una tonda ruota alla vecchia stazione ieri fuga
dove formiche e grilli una foglia litigano che si sporge.
Gonfio non di sorgente ma di sterpi e rovi
scende il torrente solo nel chiasso di cicale.
E c'è a dirsi a vista presente l'orizzonte mare
a righe di verità dell'occhio in scia al cosa vale.
Vero a vedere ballare un cero con un fischio di vento
s'accende e quando abbuia mi stendo.
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Commenti (1)
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Mauro Zappi6 settembre 2006
Magnifica! una prosa ineccepibile, da grande... Mauro