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Uomini 2 marzo 2011 · lettura 2 min · 2759 letture

Clandestini

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Forse serve ancora pregare? Nei pescherecci che il mare maltratta, sinistri scricchiolii tra il lezzo di stracci e scarpe dalle suole sottili, con in tasca solo le lacrime di mamme mortificate dalla rassegnazione. Serve ancora pregare? Con lo sguardo rivolto alla natia terra che s'allontana, fuga da un male che perseguita tra infide onde, ove insonnolito s'innesta il chiacchiericcio di un mondo noncurante, mediterranea natura che svende speranza. Serve ancora pregare? Portandosi dietro – impresso nel cuore – Il triste sorriso di fratelli e sorelle Ai quali si è detto: addio! Piccoli zaini logori e consunti contenenti sogni fittizi ove piccole bottiglie d'acqua s'intravedono... Serve ancora pregare? Tra i ventri rigonfi di vita di giovani madri dai tristi occhi, creature che cullano creature sperando che le loro vulve tardino ancora un po' a schiudersi. Brune carnagioni che la salsedine ricopre e rende chiare, trepida attesa che il dolore dell'anima termini assieme a quel penoso viaggio, nella certezza di poterlo deporre tra le mani tese di chi si proclama figlio di Dio e che – sovente – altri non è che un lontano parente. Si, forse serve ancora pregare...
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L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (1)

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Silvia De Angelis2 marzo 2011

Ottima forma poetica per renderci partecipi di quel dramma, ormai quasi quotidiano, di quei clandestini che riescono malamente ad approdare sulle nostre coste in cerca di speranze... solo perché hanno avuto la sfortuna di nascere al di là del benessere...