Lubya
Ezio Grieco
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Aveva gli occhi tristi Fadil,
come un cane senza padrone.
Girava per il campo vuoto
come un fantasma senza pace.
Erano scappati tutti.
La radio diceva che i ribelli
si preparavano per l'ultima battaglia.
In lontananza
nuvole di sabbia
e sinistri echi di mitraglia.
Arrivano pensò Fadil.
Tolse la bandiera
dalla torre dei fari
del deposito Italiano.
Col braccio alzato,
la sventolò,
in segno di ovazione,
verso quella direzione.
Abbattimi quel ribelle
gridò il capo della colonna
all'uomo alla mitraglia.
Un lampo accecante,
una fitta lancinante.
Fadil
non aveva mai visto
un simile lampo
nei suoi dieci anni di vita.
Fadil
non aveva mai sentito
una fitta così dolorosa
nei suoi dieci anni di vita.
Un'istante,
si piegò sulle gambe.
La bandiera scivolò
nel vento,
intrisa del suo sangue.
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L'autore
Ezio Grieco
....e la vita va! Scrivere e leggere è la mia passione, scrivo d'istinto mettendoci cuore, leggo di tutto, ma mai in modo superficiale; cerco di cogliere il senso dello scritto.
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