Aprimi mamma
Le vecchie palme
Infondo al viale
la vecchia casa con il balcone
al primo piano
il vento gelido
che ti soffia dentro l'ossa
la solitudine
appollaiata sulla gronda
pronta a ghermire con i suoi affilati artigli
ogni tuo pensiero
piegata dal tempo
e dai dolori
che la vita ti ha caricato sulle spalle
aspetti questo figlio sciagurato
che bussi
con una manciata di speranza
alla tua porta
aprimi mamma
son io oggi
come sempre
che ti chiedo se ancora ti rimane
un po' di forza
sei tu
che devi riempire di speranza le mie mani
sei tu
che ancora devi darmi una ragione
spiegarmi perché
in questo mondo
mi sento un migratore
senza nido
senza definizione
in giro
di palcoscenico in palcoscenico
a voler fare l'attore
aprimi mamma
son io che busso
non ti ho portato niente
vuoterò la tua povera dispensa
e dopo me ne andrò
lasciandoti sola come sempre
ti lascerò
per migrare
come migrano gli uccelli
in voli persi
sopra a mari spenti
a terre di nessuno
lasciando te
l'unica cosa certa
che ho avuto in questa vita.
©
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L'autore
Turan
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