Cupa marea
Luci spente.
Sento i sussurri
trascinare i ricordi
nel cassetto dell'amarezza
emanando freddi bagliori
che rivelano i lividi
sulla coscienza.
Voci accese
nel fondo del fondo
a intagliare incertezze
con lamette affilate
insanguinate di stelle
dilaniate.
E un tintinnio di catene
si propaga nel vuoto
come cupa marea
come onda di pece
che tutto sommerge
e azzittisce
che tutto marcisce
senza candore
da molto lontano
E la bimba ammalata
stringe le gambe
tra le mani
si copre la testa
chiude lo sguardo
raccontando la paura del buio
al silenzio.
E la giostra impazzita
fa girare i colori
negli specchi lucenti
quel vestito da festa
uno sfondo stupito
che ricama bellezza
col sapore del nulla
Ed il sogno
è calore accecante
che accarezza il dolore
senza fare rumore
©
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
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