Perdere le parole

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
Commenti (8)
a chi capitasse di non sentir scorrere fluide le parole... regalerei un pennello e dei colori... perché possa imbrattar altre superfici... che non siano quelle d'un foglio bianco racchiuso in un block notes... assolutamente in disaccordo con te... si deve scrivere sempre... e anzi forse di più, quando le difficoltà della vita ci pressano... e soprattutto non bisogna assoggettarsi all'altrui consenso... anche perchè, chi sono io per giudicare, per esempio questo testo... solo un ragionamento mi percorre e lo esprimo... perciò dissento, ma non mi permetto di criticare chi scrive e la sua opera nel complesso!...cià*
è capitato anche a me di voler scrivere e di non riuscir a trovare parole degne, allora sì, un senso di malessere, di insoddisfazione personale mi ha assalito: ma per poco. Col senno di poi, quando le parole le ho trovate, mi sono accorto che quella "pausa" ha fatto bene. Se non si trovano le parole, bisogna fermarsi, attendere che arrivino. se l'ispirazione l'hai avuta una volta, non è detto che tu ce la debba avere sempre, prima o poi arriverà. meglio aspettare in attesa di parole migliori. questa poesia l'ho apprezzata, hai scelto con cura le tue parole, se l'avessi scritta prima, probabilmente, senza le parole giuste, non sarebbe stata la stessa cosa. ps. ti piace proprio l'aggettivo "vizzo" eh? hihi
E' un'introspezione sofferta che riflette con un lessico aulico e il procedere minuzioso del ragionamento sulle pause della creatività, comuni anche ai più creativi, anche se l'impulso è sicuramente sempre quello di scrivere, raccontarsi e raccontare. L'immagine della chiusa è il puro autentico scivolare della fantasia finalmente liberata.
Sono lì che premono, spingono, quasi fanno male. Un ingorgo di parole che creano confusione e non riescono a fluire dalla punta della penna lasciando il foglio bianco. O nero. A chi non è capitato? E ci si sente invasi dal terrore di non riuscire più. A descrivere un'emozione, a raccontare un dolore, a cantare di bellezza e di amore. Quelle poche frasi quasi uno sfregio, brutte, senza cuore, senza musica. Il silenzio che romba nelle orecchie, il senso di inutilità... poi, quasi per magia, improvvisamente arrivano e sono quelle che cercavamo, quelle perfette per esprimere il nostro pensiero... ed il fiume torna a fluire. Dal cuore alla mano al foglio. Meraviglioso racconto di un travaglio, quello della creazione. Emozionante
L'Autore testimonia quel travaglio rabbioso e frustrante, che coglie talvolta colui il quale necessita di trasferire nelle parole scritte, le infinite tempeste che agitano il suo animo. E nello stile ricercato che lo connota, riesce mirabilmente a trasmettere quel senso di incapacità e inadeguatezza, che si fa grumo a fermare il fluire delle parole. Molto apprezzata Poeta, non deludi mai.
Una gran bella lirica, non c'è che dire... Ci sono momenti in cui le parole stentano e non credo che bisogna necessariamente forzare per partorire a tutti costi... non sarebbe sensato ed lo scritto risulterebbe di qualità direttamente proporzionale tensione emotiva del momento. Ecco ...Poesia è tensione emotiva messa in versi ...pungente... una osmosi dell'anima (giunta a temperatura giusta) che lascia passare il meglio scartando il superfluo, l'impuro gli scarti. Quello è l'attimo giusto ...di Alta Tensione!
Non sempre si sentono scorrere fluidamente versi dell'anima, cosa dovura a intense motivazioni di vita, ma forse fissare quelle idee ispirate, per poi riprenderle e ampliarle in attimi ove l'apertura mentale risulti più prepositiva... Versi molto piaciuti






