Sono l'ugola affamata di canto
Lena Orfeo
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Sono il prato
divaricato dinanzi al cielo,
sale tra le colline verdi.
Sono un vino lento
partorito dal vigneto
tra i sensi incanalato
in un giorno qualunque,
ove il vento,
riaffiorando tra i nervi liberi,
tende il suono
alla bocca del piacere.
Sono l'ugola affamata
di canto
e di linee parallele
a fluire verso l'ignoto,
bocca di velluto acceso
che divora l'ombra
mordendo il filo infuocato
del tuo prezioso dono.
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (2)
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Pino Tota9 marzo 2011
Splendide metafore a significare l'assoluta dedizione di un corpo e di un'anima per raggiungere con l'amato il nirvana del massimo piacere... Erotismo di gran classe... complimenti!
Mario Bugli9 marzo 2011
Un erotismo dell'anima, più che dei sensi... leggero e misurato nel verso, che ne fa un esempio di come la poesia, quella vera, possa trovare dignità ovunque la si riesca ad evocare... molto, molto bella!


