Smettila di urlare
Antonio Bruno
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Lune, prima piene
Poi dedite alle dune
Che se t'abbassi scalzo
hai limpide fortune
Rubi un mazzo di fiori
all'angolo della strada
Eccoti che ti muovi
guarisci nella rada
Sgusci tra le mie braccia
anguilla senza senso
Non è che è una minaccia
un rito, un frullo, un verso
Ridere e scherzare
Portare a casa gente
Pare che sia Natale
e invece non è niente
L'uovo di bellezza
S'è schiuso oggi a Marzo
Tanta la tenerezza
Languido quell'abbraccio
Ritorno a vivere in bianco
Faccio da Cicerone
Muto in un grosso guaio
Svolto nel tuo portone
Dove ti presi ieri
Senza una parola
Gemiti e baci veri
Succhio la vita buona
Senza una speranza
Continuo a desiderare
Ti amo in lontananza
Smettila di urlare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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