Fame
Alboraletti Enrica
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Infinite sfumature brillano
Esaltate da lenti d'acqua salata
illuminando mondi nascosti dimenticati
In irraggiungibili spazi un uomo solo piange
Lacrime che rubano l'anima solcano lo scarno viso
prono al baciar un immobile gelida manina
UN tozzo di pane
gli è mancato
sol un tozzo di prezioso pane
al giorno servito
Disteso li d'accanto
attende il suo mortale manto
E muta in sorriso or il suo pianto
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (2)
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Laura Sensoli13 marzo 2011
Una lirica piena di sfaccettature anche tragiche ma l'uomo deve trovare il modo di intervenire.
Danielinagranata13 marzo 2011
Intensa e profonda lirica un sentire forte molto apprezzata


