Stringiamoci a coorte!
Carlo Fracassi
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All'ombra del fronzuto fusto,
nella calura estiva
del solatio dolce paese,
ancor mi vedo lì bambino,
sotto quell'arbusto,
con lo sguardo dritto e fiero
a fantasticar di glorie,
alle prese col mio pensiero.
I tanti amici avrebber voluto
allietar le mie giornate
ed esser anche lor felici
della mia compagnia e,
come nel paese dei balocchi,
trascorrer il tempo nostro in allegria.
Era l'Italia dei marmocchi,
scampati all'ingiustizia della guerra,
uniti tutti sotto l'unica bandiera
di una ritrovata Italia,
che ci teneva a balia,
facendone di sé ostentazione,
con novella e sana Costituzione.
Pensavo, allordunque, alla maestra,
lesta e pia,
che, ognunque giorno,
nell'intonar "l'Italia s'è desta",
teneva stretta stretta nella destra,
come per scaramanzia,
il tricolore dell'Italia mia.
Erano gli anni in cui
la bianca colomba
volava a San Giusto,
a pregar, con l'animo mesto,
il ritorno del perduto amor
all'Italia separata,
ma che ritorni presto
alla Patria sua adorata.
Piansero ogn'or le mule,
fra le più belle,
come tante stelle
accorse dal ciel,
sulle piazze in parata.
Ma poi, improvvisamente,
fra quella frescura
il sonno mi vinse,
e senza tema, né paura,
"l'elmo di Scipio"
la testa mi cinse teneramente,
pareva udir accanto,
della cara gente,
il disperato pianto.
Se penso
a quel tempo lontano,
quando cantando
l'Inno d'Italia,
ci tenevamo per mano,
non mi sento più stanco
su 'sto vecchio divano,
dove è soltanto torpore
e voglia di piangere un po'.
Felici eravamo
nella nostra incoscienza,
beati quei tempi
della nostra innocenza!
Trieste tornò
vessillo d'amore
ma oggi m'assilla
una spina nel cuore:
"Sulla ferma pupilla
del giovin insorto,
la vecchia zia Milla
mi dice invano ch'è morto
nel nome d'Italia,
perch'oggi l'erede
l'unione sparpaglia
e del cuore di Patria
ne ha fatto frattaglia".
Uniamoci, dunque,
per render pariglia,
e quantunque
non più giovani e forti,
non siamo, né sordi, né morti,
al grido d'Italia
che chiama i suoi figli a raccolta.
Riuniamoci a coorte
ancora una volta!
La spada sul fianco,
la spina nel cuore,
combatteremo
la nostra battaglia
di pace e d'onore;
sarà la sfida più bella,
la sfida più ardita,
sorretti dall'amore di Patria,
per un'Italia più unita.
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L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (2)
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Mirella Santoniccolo Mairim1415 marzo 2011
sono rimasta incantata ed emozionata a leggere questa stupenda poesia scritta con la passione giusta per l'argomento trattato... veramente bella e la conservo
Angela Rainieri15 marzo 2011
Un carissimo ricordo d'infanzia celato nel cuore che fa dolcemente e intimamente rivivere l'atmosfera dell'Unità ...intensa ed emozionante piaciuta e gradita tantissimo, complimenti!


