Dopo la luna
Stanotte ho lasciato la luna;
sola piangeva nel cielo;
l'immagine sua stretta a un lampione,
bagnata, sudata nell'ombra d'asfalto
nell'incessante andare del suo spirito informe.
Si sveglia il giorno nel canto del sole,
nella melodia delle sfere;
volano farfalle e uccelli
misto a un vociare nascosto di piccoli insetti.
Oh amore!
Come mancavi in questo giardino fiorito!
E mi mancavi rattrappendo l'anima
in celle e confini.
Non sono che un sogno vestito di vita
dentro l'ombra della grammatica umana.
Oh amore che sorgi dall'infinito,
tu stendi una lastra di paradiso
sul ghigno ghiacciato della morte.
Mi fai volare leggera dentro il mio percepirti;
amore mio!
Sei libertà e respiro del cuore
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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