Fisiologia del silenzio
Venero i silenzi perché adunatori di prolifiche idee.
Nell'alveo di frequenti solitudini esorcizzo il dolore.
Un impeto d'orgoglio mi inclina all'autostima.
Il felice passaggio dei tepori primaverili disegna arcobaleni dell'umore.
Nelle ridondanze delle mie abitudini nascono i desideri passionari.
Linfa vitale la mia strenua follia che incoraggia la sorte.
Lo sfogo del peccato intimorisce la morte.
L'infinita beltà del sentimento purifica i sensi.
Adombrato tra oscure siepi rediviva rinasce la volontà
Allora le uggie delle brume si dissolvono nelle pace.
Una preghiera assorta sale ai santi tabernacoli.
Finalmete potrò gridare libertà ai venti del fugace destino.
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