L'ora di ricreazione
Saranno i soliti volti noti,
quelli che i nomi rimangono sulla punta della lingua
quando non delle dita,
a sottolineare i nostri vuoti di memoria,
saranno loro
a prenderci per le braccia
quando il freddo pungente
di un Marzo più che normale nella sua follia,
farà tremare le ginocchia
sciogliendo prima i polsi
poi il rumore.
Sarò io l'ostinato, impacciato
bizzarro individuo parco d'oneri,
a rammendare pezzi d'amicizie saltuarie
in bilico tra compagnie cieche
e amori muti.
Saremo noi
ad imprecare bene per razzolare meglio
come virgole sopra i punti
senza troppi spunti di riflessione.
Saremo santi e pure stronzi
nell'ora di ricreazione.
©
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L'autore
Saldan
Commenti (1)
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Alessio Falaschi5 luglio 2011
l'ora di ricreazioni quanti ricordi che questa poesia mi ha evocato... la penultima strofa surreale mi ha colpito molto... firmato un santo stronzo!

