Ripasso di Storia
Azar Rudif
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S'è destato d'improvvisa notte
ed era ancor tra sonno e fantasia
sperduto spirito per aria indemoniata
che seguitar d'orde d'anime antiche
s'è dimentico e fuggito ch'è ora
sen va per sentieri e terre ignote
ove lo sguardo nulla avvista
tant'è che la distanza l'inabissa
E la coscienza combatte con se
ov'è il confino tra scienza e credenza
tra le orde urlanti della follia
e le schiere serrate della ragione
nel notturno nero silenzio.
Come occhi che si accendono
nei più profondi bui e si spengono
così par di vedere e di sentire
ciò che le umani menti rifiutano
e fuggono per vie radenti
a profondi e ignoti pendii.
Il fruscio di rapaci ali
riporta di questo mondo
la visione da alti voli
che tutto rimpicciolisce
come se annullasse.
E da lontano e dall'alto
che il vol concede,
il fragore si scorge e s'avvicina.
Tant'è che ormai inutil appare
e convince che sia senza storia
che al futur s'è chiusa ogni porta
e sia la fine dell'umana razza.
Ed ecco chiuso e senza rimorso
pesante portale d'invisibile maniero
ove son io padrone e custode.
Ed ancora, a ripeter storia
sarà dalla più alta rocca
che al basso darò sguardo
per mira d'infuocati dardi
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
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Jutta Ruhnke17 marzo 2011
Bellissima poesia! Fa riflettere. Da rileggere con attenzione. Per fare la guerra bisogna essere forti, per vincerla bisogna avere testa. Versi profondi, severi. Complimenti.
Emanuele Martina22 dicembre 2011
rigida e severa, ma giusta e scritta devvero bene, molto bella, piaciuta ed apprezzata, complimenti


