Tormenti
Carla Fortebracci
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Giammai volli saper né mai conobbi
quel fato ostil che m'ebbe sì fanciulla
latenti furon quei sospiri dubbi
c'accolser la mia venuta nella valle brulla
giacché fu detta sì condanna eterna
sempre costante fu l'indifferenza
né mai fu spenta la flebile lanterna
c'alimentò di luce la coscienza
furon così eterni i miei tormenti
non vollero placarsi oscuri i mali
che poi m'indussero a valicar le menti
per poi tornare ad essere sì tali
brucian dolenti gl'inferi e l'anima mia
c'agogna pace e libertà futura
cieca è la notte nel ritrovar la via
sgorga anelante il sogno di paura
perdendo si va ancora il canto muto
in quelle lande sterili e morenti
sordo ne rimarrà quel grido acuto
si smarrirà perdendosi nei venti
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L'autore
Carla Fortebracci
Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand
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