Chiuso per ferie
Se penso a te non ho più scuse
diventi un viale da attraversare
diventi tu il mio lavoro.
A volte riaccendi la luce
rendendo visibili nella stanza
le cose che non hai lasciato.
Ho imparato bene a fare il caffè,
a sopravvivermi senza di te.
Se non mi manchi va tutto bene,
se non mi manchi non ho fantasmi
e non ho altro da esorcizzare.
Se non mi manchi mi sento male.
Faccio la barba senza futuro,
conosco il buio come me stesso
e sai che in me non c'entro mai
e sai che sono un gran disordine,
lascio la "roba" sul comodino
labbra e sangue nel lavandino.
Mi sento come un cesso rotto,
mi sento come il cesso sporco
di un bar chiuso per ferie.
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Commenti (2)
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alessandro mazzeo22 marzo 2011
Come sempre ricca di immagini forti e originali che esprimono la solitudine e il sopravvivere nel quotidiano... complimenti!
M
Mela23 marzo 2011
c'è qualcosa di geniale in quello che scrivi.È un po' come ricevere cazzotti a ogni verso e poi vedere le stelle... dici cose assai profonde ma di sfuggita... come sorsi di adrenalina... che sballano e lasciano intravedere qualcosa di magico...
