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Riflessioni 23 marzo 2011 · lettura 1 min · 1785 letture

Ebano

Emanuele Martina 281 poesie pubblicate
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Sono partito da lontano piccolo, indifeso ed affamato ho visto le lacrime ho visto la morte ho avuto paura sono figlio della guerra della stupidità degli uomini datemi da bere non datemi altro odio ne ho avuto in abbondanza è diventato parte di me e chiamatemi clandestino straniero o marocchino tanto sono nato nell'umiliazione e ciò vissuto tanto son morto tante di quelle volte che non ho più paura di lasciare queste ossa
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ebano...4 aprile 2012
L'autore
Emanuele Martina

Sono nato il 27 maggio 1980 a Copertino(Lecce), ho sempre studiato e lavorato, ho superato 19 esami di giurispridenza senza laurearmi,a Maggio 2017 ho publicato la mia terza raccolta di poesie: NEGLI OCCHI DELLA NOTTE ,la mia più grande passione è ovviamente scivere: scrivere, scrivere sempre e di tutto. Scrivere pe

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Commenti (5)

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f
filiberto23 marzo 2011

La poesia entra nell'animo dei più derelitti della società e ne legge le ansie, le umiliazioni, la delusione. Versi veramente apprezzati che prendono in esame uno dei problemi più reali del momento.

Silvia De Angelis23 marzo 2011

E' difficile compenetrarsi nell'anima di clandestini, esseri infelici con cui la vita è stata crudele, in quel loro fuggire da situazioni gravose, per poi ritrovarsi inaccettati in altre terre

Manola Gini23 marzo 2011

Diretta, profonda, così vera da far paura... il tuo modo di scrivere è molto diretto, mi ci rivedo un po'...continua sempre a metter per scritto i tuoi pensieri, molto apprezzata.

C

hai una meravigliosa sensibilità, poesia sociale, condivisa, bella, complimenti

Sara Acireale22 novembre 2011

Con empatia l'autore cerca di entrare nell'animo dei clandestini per capire, "per provare" quello che ci può essere nel loro cuore... e il poeta vede un buio profondo, vede disperazione per essere considerati reietti e per avere attorno a loro egoismo e indifferenza. Bravo per avere affrontato questa tematica sociale che ci riguarda da vicino e non possiamo scrollare le spalle e fare finta di niente...