Evil

E' un freddo intenso che brucia dentro
respira il bene che divora
si accresce con superbia il potere
arrogandosi il diritto di persistere,
vibra in comunione col soffrire
quando la terra fertile e grassa frana,
mentre la solidità del vento
non ha appigli a cui tenersi.
Lascia le poche certezze di nuovi orizzonti,
solo immaginati,
sprofondare nel gorgo del non essere,
ritagliando in minutissimi pezzetti
le poche, vane, insulse speranze...
voglio guardare altra nebbia
senza scusarmi di non voltarmi,
senza strapparmi altre unghie
mentre attendo un altro piatto tiepido
dove nutrirmi e saziarmi,
senza pormi domande
su come potrò camminare
azzoppata da ore e giorni e mesi
persi per cercare
ciò che già era smarrito
e affogato da un diluvio di follia...
insana follia che non conosce pietà...
perché l'amore morto è disumano
come belva assetata di vendetta,
non vede carne lacera
ne occhi sbarrati senza luce
né cuore fasciato da foglie d'ortica.
Berrò sorsi di veleno ancora
per indurire esistenza
che più puntelli non ha,
per sopravvivere a sguardi
che non hanno più visione di me:
come se fossi aria stagnante
lasciata in agonia a crepare
dietro paraventi di vita stinti
e senza più telaio.
Sospinta dal nulla
so che non maledirò il fato,
me stessa si
e l'incapacità atavica
di non essere umana:
fossi stata bestia
avrei azzannato l'anima vuota
che ha dannato la mia!
©
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Commenti (2)
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Manola Gini23 marzo 2011
Ricca di emozioni, rabbia, angoscia, questa tua profonda riflessione che porta nel profondo dell'anima.
mario calzolaro23 marzo 2011
è un rovello di forti emozioni questa complessa lirica... ricca di fascino e grande capacità di attrazione

