Piccolo cigno
Arrivò,
nelle nostre vite,
come dardo
in un mite aprile,
improvvisamente,
quando speranza era
ormai evanescente;
e fù il tuono,
dirompente,
vibrante;
con il sorriso
riempì
con un arcobaleno
di luci e colori,
le nostre avare
esistenze;
con gli occhi
grandiosi,
immensi, azzurri
come il mare cristallino,
illuminò
pari al leonino sole radioso,
il nostro tempo
noioso;
con amore
dette
senso compiuto,
alle nostre vuote
giornate.
Piccolo cigno
raccogli,
questo vecchio stanco
che di lacrime rigò
il viso,
non voleva succedesse;
la sua vita mangiò,
in un secondo infinito
era tenera e buona,
come una fetta di melone.
Rondine sbarazzina,
dopo ogni temporale
viene sempre il sereno;
navigare è come vivere,
naufragare è possibile;
naufrago chi non è mai stato
in un isola abbandonata, disperata?
saper nuotare
alla riva presto arrivare
importante è:
perché il pianto
può solo una notte durare
certamente al mattino
la gioia risplenderà
in immensa felicità.
La vita va vissuta,
orsetto indifeso;
della luna,
dell'impossibile nettare,
bisogno non avrai
ma,
di una normale
tranquillità.
Miliardi di giorni migliori
verranno
mia unica certezza
©
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