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Uomini 23 marzo 2011 · lettura 1 min · 2590 letture

Riflessi d'acqua

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Riflessi d'acqua in quegli occhi dove ancor vivono favole che da bambino sognavi ora ti resta solo una povera cagna che hai preso a prestito dalla vita per goderti la sera il tuo calice dorato affondando nei suoi sguardi i tuoi dispiaceri. Corri senza parlare ascoltando il respiro del vento tra i filari, corri al vecchio ruscello e sciogli le tue costrizioni.
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... ad un amico che non è mai cresciuto...

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (3)

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You Don’t Know Me23 marzo 2011

se negli occhi resta ancora un'anima da bambino la solitudine è un giusto prezzo da pagare la vita non fa sconti a nessuno.

Lorenzo Crocetti23 marzo 2011

Non si cresce se si resta fanciulleschi sognatori. La vita con le sue lotte ci attende e non si può restare nel sogno. Ma chi ebbe dalla natura questo dono, e non crebbe, e non affrontò i problemi dell'esistenza rimanendo chiuso nel suo piccolo affascinante mondo, ha pur avuto le sue intime soddisfazioni, anche se ora si trova, per sopravvivere, a prendere a prestito dalla vita "una povera cagna". Tuttavia può correre al suo ruscello, che interpreto come il ruscello della consolazione, per ivi sciogliere, in un afflato di libertà, le sue "costrizioni". Una bella poesa, amara e triste come sempre, se non fosse che dalla sua desolazione si erge quello squarcio di luce del vecchio ruscello ove la tristezza e il dolore si possono sciogliere...

M
Mimì24 marzo 2011

La solitudine di chi resta solo per scelte sbagliate, per cronico infantilismo, per assenza di progetto di vita... Allora la gioia viene rubata e si giunge a dividere la coppa della felicità per un istante, con "una cagna"di mondo. L'invito del poeta è di risvegliarsi dal lugubre e tristo sogno... e di risciacquarsi al "Ruscello del pentimento" solo così potrà divenire finalmente Uomo. Poesia amara e forte, impregnata di acuto dolore. Complimenti segnalata e segnalibro. Grazie