Figlia di cenere arata

Sono figlia di vecchi ricordi
balzano nel mio cuore
pesano all'umore.
Troppe lacrime facili
e le angoscie morte di una ventenne
strenuata dall'adolescenza infinita.
E' vecchio chi di perplessità e di saggezza vive,
è morale
se la moralità è già troppa.
è ambiguo chi di pretese vive
la volubilità è troppa,
il possibile non è ancora ben definito.
Con queste vecchie scarpe
calpesto montagne
già calcate.
I miei occhi saranno più giocondi
all'alba di un nuovo giorno...
quando l'osare non mi farà più paura,
quando i petali di una margherita
varcheranno la soglia della mia casa.
è vecchio chi di lacrime e di ricordi vive...
perché calpesta il passato
anche quando è già futuro.
Sono figlia di cenere arata
nei campi di grano
che hanno smosso il mio petto.
©
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