Sono d’autunno

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
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Versi ricercati, stesura splendida, poesia meravigliosa che ben descrive la magia dell'autunno.
Una lirica che, come altre dell'autore, s'impreziosisce nelle sue descrizioni di immagini e lessico raffinati. Questa poesia è un dipinto, complimenti.
Ed è dolce l'autunno di odori muschiati e di colori caldi, dolce nelle sue piogge lievi, quasi una carezza, nel profumo del vino novello e nei ciocchi che scoppiettano nel camino. E' dolce di silenzi e di pace, dopo l'esplosione dell'estate, è dolce nell'introspezione e nelle riflessioni di chi si sente autunno "del ventotto di settembre e di procrastinati amori". Splendida lirica che incanta per musicalità
Torno faticosamente tra le parole, che sono troppo spesso ''ingannevole malìa'' ed è resa, la mia, al fascino di alcuni Autori, come nel caso di Moreno, che sempre riesce a tratteggiare con le parole atmosfere di grandissima, raffinata suggestione. Apprezzata moltissimo, conservo con vero piacere.
è senza dubbio una gran bella lirica, ma a me sembra che nei suoi componimenti vengano usati sempre gli stessi termini, "vizzo", "addiaccio" "refolo", per esempio, parole diciamo "difficili" che si inserirebbero in un contesto particolare (come in quella sua "perdere le parole"), mentre lei le utilizza sempre e comunque. la mia impressione è che lei voglia dar sfoggio del suo vocabolario senza un apparente perchè. in poesia - e lei la poesia la sa scrivere - ogni parola deve avere un peso e una motivazione: qual è la motivazione di queste parole che ricorrono spesso nelle sue poesie?
Un bellissimo quadro autunnale in cui si riflettono i colori e i sapori dell'animo. Molto gradita.
Bellissima profuma questa lirica degli odori dell'autunno, dipinta in modo fastastico con stile raffinato. Contrariamente a quanto espresso dal Tropiano Trovo i termini vizzo, refolo e addiaccio alquanto appropriati e per niente difficili... Settembre non è tempo di bufere... quindi perfetto l'uso di "refolo che vellica la campagna"... anzi molto POETICO... il Tonioni scrive in questo modo... che piaccia o meno il suo linguaggio è questo ed io lo infiocchetto!
E' come un fuoco d'artificio. All'improvviso viene sparato un colpo, violento, inaspettato e che impressiona. Questo è l'effetto dello stile che contraddistingue questo autore che usa termini arcaici, dal sapore antico e dal senso intimo come è l'inverno che invita a riflettere ed all'attesa. Potrebbero sembrare parole disgiunte dal contesto, invece ne rendono il senso in maniera esplosiva e d'impressione. Come il quadro dell'Arcimboldo fatto di tante cose singole e disgiunte, ma unite nell'allegoria dell'inverno. Poesia che conservo







